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Manolo_Monari
parole in libertà
POLITICA
16 aprile 2008
Italia: miopia o distrazione?
L'Italia è proprio una bella signora,
un po' acciaccata, si avvia ai 150 anni conservando un grande fascino e portando con sè tutte le critiche estere spesso figlie più dell'invidia del BelPaese che frutto di reali analisi politiche e sociali.

Sembra però che presenti un problema alla vista, e data l'età è più che comprensibile.
L'occhio sinistro in particolare, presenta da un po' di tempo difficoltà:
un leggero strabismo verso la zona centro-destra della visuale e un po' di "appannamento" sul lato sinistro della stessa.

Che fosse una cataratta, si è chiesta la signora stessa?
Beh, dopo il 14 aprile, quello "sfocamento" è stato rimosso, ora a sinistra l'Italia dovrebbe vederci proprio bene, eppure pare che la miopia non se ne sia andata, mentre lo strabismo si accentua quando la stessa cerca di mettere meglio a fuoco ciò che ha di fronte.

Speriamo che non debba finire, la nostra amata Italia, per metterci una pietra sopra e indossare una bella benda da pirata all'occhio sinistro, anche se ci sono tutti gli elementi per sospettare che andrà proprio a finire così, anche perchè l'occhio destro vede talmente bene che potrebbe tranquillamente sopperire..anche perchè presto l'Italia indosserà la consueta bandana estiva, che con la benda piratesca si abbina alla grande.

Questo è ciò che mi sono chiesto, sentendo anche ieri le facce nuove del Partito Democratico a "Porta a Porta": Rosaria Bindi che invece di parlare in concreto fa melina istituzionale (Berlusconi non è ancora premier, c'è il parlamento che si deve insediare, le consultazioni, le nomine, ecc) e poi in coro con la Turco etichetta la Lega come raccoglitore di voti di protesta a rischio xenofobia.
Tutto questo mentre CiccioBello fa 46-41 con Alemanno con 6% di voti tra UDC e DESTRA lì pronti al colpaccio, e ancora Veltroni, D'Alema, Fassino, non perdono occasione per dirsi preoccupati essi stessi del ruolo della Lega e della "non spartizione" delle poltrone istituzionali.

Per la cronaca, questi tre signori sono talmente nuovi che hanno il record di tessere di partito possedute: PCI - PDS - DS - PD.

A dire la verità anche il mio occhio sinistro, storicamente attivo, comincia a mostrarsi stanco...
POLITICA
15 aprile 2008
Riusciranno i nostri eroi..
Ognuno ha i suoi personalissimi eroi.

Inutile nascondersi dietro una imparzialità che quando il gioco si fa duro se ne va in soffitta insieme ai disegni delle elementari e ai libri di storia che qualcuno vorrebbe riscrivere ma che ci hanno accompagnato fin qui bene o male consapevoli al punto giusto.

C'è chi ha creduto in Veltroni che non ha vinto le elezioni ma è riuscito perlomeno ad impostare la più importante transizione della sinistra italiana degli ultimi anni, verso una posizione ed una politica più "governista" e "riformista" e finalmente libera dalla morsa della sinistra più estrema, che è stata azzerata in queste elezioni.
Molti ancora non legittimano l'avversario politico, molti lo vorrebbero in galera, altri semplicemente a fare ciò che finora gli è riuscito meglio, ossia l'imprenditore, altri sposano un progetto di cambiamento che deve prima di tutto essere interno. Speriamo riconoscano che la superiorità morale va messa in soffitta come le vecchie foto con la falce e martello e si ritorni alle cose concrete.

C'è chi invece ha il suo eroe in Bossi.
Come non capirlo? Molto probabilmente vive al Nord (o centronord), si è ritenuto vessato dal precedente governo, sente il governo centrale come il vero e proprio motore dello spreco generalizzato e ritiene penalizzata l'eccellenza di certe regioni del Nord, oltre a vivere molto più da vicino che tanti altri cittadini il problema immigrazione.

Per qualcuno è Di Pietro. C'è una parte forse giustizialista, forse semplicemente "dei valori", che Di Pietro non ha mai mancato di difendere, a parole con fermezza, nei fatti pare anche.
Da osservare poi che è l'unico del centrosinistra ad avere sempre parlato bene ed onestamente di ciò che gli avversari prima di lui avevano fatto. Onore a chi lo ha votato.

Penultimo ma non meno importante Casini, con una scelta di grande coraggio: giocarsi il proprio ruolo futuro come secondo in panchina dietro Fini oppure su una strada autonoma che distanzi UDC almeno inizialmente dal PDL? Una scelta di coraggio e di lealtà verso il suo elettorato che, diciamola tutta, Berlusconi non lo ha mai amato tanto.

E poi c'è un mondo di piccoli partiti, tutti esclusi, forse qui niente eroi ma ideali, forse giusti e forse no, ma di certo presenti: la Destra, un po' nostalgica, un po' "incazzata" come la definisce la "sberla" candidata premier, la Sinistra Arcobaleno che nella somma tra comunismo (di governo) e ambientalismo "del no", l'ha pagata cara.

E infine c'è chi come me, ed altri 13,6 milioni di elettori in Italia, ha deciso di votare il Popolo della Libertà, con la speranza nel cuore di dare un'occasione al Paese per affrontare i tempi duri che tutti ci prospettano e creare basi buone per un futuro di sviluppo.

Ognuno ha i suoi eroi, dicevo..e se li tiene stretti, rispettando quelli degli altri.

W l'Italia, W la Libertà.
10 febbraio 2008
Il metodo-Travaglio
Per chi non lo conoscesse, Travaglio è giornalista e scrittore, ha pubblicato diversi libri sempre di grande impatto.

E' un po' che ne sono affascinato, perchè a mio avviso ha davvero un metodo geniale di approcciarsi al "fare giornalismo", a prescindere dal fatto che io condivida o meno le idee che non gli ho mai sentito esprimere, ma solo lasciar trasparire.

Il procedimento che applica Marco Travaglio è il seguente:
elencare una serie di fatti, documenti, dichiarazioni, atti, assolutamente veri e verificabili, in un ordine non casuale, con l'obiettivo di sostenere un'opinione o una tesi, o il più delle volte un'accusa, senza però mai sbilanciarsi nel pronunciarla.

Il metodo è infallibile e geniale, ma non così apprezzabile dal punto di vista giornalistico come un ascoltatore o lettore in prima battuta potrebbe valutare. In fondo, spesso, le "battaglie" di Travaglio (metto le virgolette perchè lui non prende posizione, ma cita, è un "citatore") sono contro i politici, che certo non godono di incredibile stima nell'opinione pubblica.

Il fine è evidentemente quello di formare un'opinione senza però esprimerla, anche perchè ciò potrebbe avere ripercussioni legali contro il Travaglio stesso.
Questi monologhi, o meglio, le "omelie" come a me piace chiamarle, non raccontano la verità, ma enunciano una serie di verità, o meglio, di "cose vere".

Marco Travaglio, come ho appena scritto, non fornisce strumenti di verità da elaborare, non offre spunti su cui ragionare, valutare ed eventualmente farsi una chiara idea delle cose.
Travaglio offre elementi per il giudizio, non per il ragionamento, tanto che la catena logica che unisce ogni singolo fatto, atto, documento, agli altri trattati, è talmente semplice che potrebbe essere capita persino da un bambino.

E nel farlo, omette tutto ciò che porrebbe in discussione quel giudizio che con tanta capacità, questa sì lodevole, si impegna a formare durante i suoi discorsi, libri, e articoli.

Il risultato è che, mettendo insieme informazioni come ad esempio una sentenza, le dichiarazioni di un pentito, l'intervista di una persona coinvolta nei fatti discussi, la testimonianza di un teste, le ipotesi di un pm, il titolo di un giornale, ecc ecc, viene servito un piatto perfetto dove il livello di significatività di ogni singola informazione si confonde con le altre, perchè tutte sono a sostegno di una stessa tesi, peraltro non dichiarata.

Tutto questo lavoro è svolto con la massima onestà, grande capacità e professionalità.
Un vero esempio di giornalismo, non banale, molto preparato, ma che a me personalmente non piace, anche se apprezzo molto: è poco rischioso e molto popolare.

Ma a me proprio non piace.



permalink | inviato da manolomonari il 10/2/2008 alle 21:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa
POLITICA
28 gennaio 2008
Elezioni 2008 - chi vincerà e come?
Visto che la discussione su governi tecnici, di responsabilità, di irresponsabilità, istituzionali, ecc.. mi annoiano molto, ho fatto una stima ed un'analisi (facilissima peraltro) della situazione in una ipotetica corsa elettorale di questa primavera.

Dato per scontato che alla Camera chi vince anche per pochi punti si porta a casa una larga maggioranza, i giochi si fanno al Senato.

Al momento la mia previsione è: 170 senatori al Centrodestra, 1 indipendente estero e gli altri 144 all'opposizione, di qualsiasi colore essa sia. Se il Centrosinistra va unito, se va diviso finirà con uno scarto più ampio, di 10/15 senatori ulteriori.

Vi spiego perchè, dimostrandovi anche come non cambierebbe molto tra un premio di maggioranza al Senato uguale a quello della Camera, dove il 55% dei seggi va a chi prende più voti.

Il Senato elegge 315 nuovi membri, di cui 6 nelle varie sezioni estero e 309 su base regionale.

Se, come alla Camera, vi fosse il premio di maggioranza, con il 55% dei seggi assegnati a chi vince, avremmo 305 seggi assegnati per il 55% appunto alla maggioranza e per il 45% all'opposizione, più 4 senatori eletti in collegi uninominali del Trentino e 6 nei collegi esteri.

Nella sostanza chi vince avrebbe 168 senatori, chi perde 137.

Diamo anche per scontato poi che il Trentino produrrà un 4-0 per il Centrosinistra e l'estero farà 3 Cdl, 2 Unione, e uno indipendente in SudAmerica.
Quindi, se vi fosse lo stesso funzionamento per Camera e Senato, si avrebbe un 171-143 più un indipendente, di solito a favore del Governo.

Ma non funziona così. 
Il premio di maggioranza è regionale.

Cambia nulla o quasi.
Niente di diverso rispetto al 2006 in tante regioni, tranne che in queste, in cui si gioca la vera partita: Campania - Liguria - Toscana - Abruzzo - Calabria - Sicilia - Sardegna.
In totale saranno potenzialmente 12 seggi in più per il Centrodestra, che ne prese 155 in Italia + 1 all'Estero nel 2006.
Quindi il piatto qui vale potenzialmente 167 più l'estero.

In Campania, persa per 15 mila voti nel 2006 e decisiva, basterebbe solo l'emergenza rifiuti a polverizzare il vantaggio irrisorio del Centrosinitra, ma l'uscita di Mastella sarà il colpo di grazia, con ben 4 seggi in più al centrodestra.
In Liguria ci si giocano 2 seggi, in Toscana la CdL ne strapperà un altro pur perdendo, in Abruzzo molto dipenderà dalla posizione di Di Pietro, e da Mastella, ma arriverà un altro seggio.
Anche in Calabria ci sono 2 seggi da conquistare in più, in Sicilia si punterà al 61% che dovrebbe dare un seggio in più, e sarà lotta serrata anche in Sardegna per un altro seggio.

All'Estero finirà 3-2 per il CentroDestra se questa volta candidano un unica persona per ogni circoscrizione estero.
Un rapido calcolo dice quindi che potrebbe finire così:
CDL: 170 seggi
ALTRI: 144 seggi
Se consideriamo che 170 seggi sono praticamente il 54% del totale, beh, la maggioranza pare esserci..per governare. Contate che nel 2001 il Centrodestra ne prese 176. Non cambia molto.

Vi posso anche prevedere la composizione per singoli partiti:
88 - Forza Italia
42 - Alleanza Nazionale
20 - UDC
13 - Lega
3 - Estero
3 - Altri

Come potete vedere i senatori eletti non nei primi 4 partiti della coalizione saranno ben pochi.
Se vogliamo esagerare saranno 5, invece di 3, ma comunque non molti.

Berlusconi ha già annunciato che "chi ci sta dovrà conquistarsi posti in Parlamento con le sue forze.." percui mi sa che in Senato ci sarà poco spazio per newentries o partiti minori poco rappresentativi.

Non meravigliatevi quindi se la prossima campagna elettorale sarà giocata soprattutto nelle regioni che ho scritto sopra.

Commentate pure..e se qualcosa non è chiaro, chiedete.

Tre domande per voi:
1) il PD deve correre da solo, nonostante ciò significherebbe perdere nettamente al Senato?
2) meglio correre da soli, magari strappando voti un po' al Centrodestra e un po' alla sinistra oppure andare con tutti i partitini che si sono dimostrati in questi anni una palla al piede?
3) analizzerete i programmi e gli schieramenti prima del voto o avete già deciso chi votare?

Un abbraccio e W l'Italia.

M

ps. prossimi post su: operato del Governo Prodi, operato Governo Berlusconi, brevi nozioni di economia spicciola..e poi vedremo cosa ci riserva questa settimana.



permalink | inviato da manolomonari il 28/1/2008 alle 0:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
POLITICA
15 novembre 2007
Cade, non cade, cade, non cade..
Il nostro "amato" Silvio se ne starebbe volentieri nel suo giardino di Arcore, domani dopo pranzo, a interrogare una Margherita sull'esito del primo voto del Senato sulla Finanziaria, "Cade, non cade, cade, non cade.." e chissà che gli ultimi tre petali non gli diano questa soddisfazione, così come a tanti italiani che auspicano appunto un capitombolo della manovra e di conseguenza dell'esecutivo Prodi.

Ormai non si capisce più quale sia la strategia berlusconiana, se mai ce ne sia una, o se come in vari comizi il leader non stia ora procedendo "a braccio" anche in questo campo minato che è la scommessa circa una prossima e imminente implosione della maggioranza parlamentare.

Contorcendosi in ragionamenti fuori da ogni logica verrebbe da pensare "e se ora stesse dichiarando 'No, non cadrà domani, ma tanto lo farà in futuro' proprio perchè invece è quasi sicuro che accada tutto domani?".
Mi spiego meglio: appena Prodi ha fiutato crisi e problemi ha subito convocato riunioni e tenuto unita la coalizione facendo un po' tutti contenti o meglio, nessuno scontento.
E se Berlusconi stesse firmando una finta resa temporanea? E se sapesse in realtà che tutto invece andrà proprio come lui aveva predetto? Ha ostentato così tanta sicurezza che qualche carta in mano doveva averla, l'abbiamo pensato tutti. E se come il giocatore di poker che prima punta tantissimo, poi finta di aver cambiato brutte carte..ora stesse semplicemente facendo "check"?

Staremo a vedere.
Ma questa non solo è fantapolitica, è proprio fantafollia...
POLITICA
12 novembre 2007
Legge elettorale: la tavola imbandita
Il grande tavolo delle riforme?
O la grande tavola imbandita, dove ogni partito può rinfocillarsi dopo le fatiche di 2 anni di legislatura diciamo non proprio apprezzatissima dagli italiani (così dicono i sondaggi)..

Ma a noi cittadini cosa interessa di tutto questo?
Cosa ci preme che contenga una riforma elettorale?

Ci proviamo, dai:
1. collegamento diretto tra voto e governo (indicazione dell'unico e solo futuro premier)
2. preferenza espressa (torniamo a sapere a chi diamo il seggio in parlamento, grazie!)
3. norme antiribaltone o anti "ricattone" (no a maggioranze diverse da quella eletta, vincoli al voto dei singoli componenti e al loro "libero movimento" da una compagine parlamentare all'altra)
4. premi di maggioranza che garantiscano un'estensione numerica dello scarto anche minimo raccolto col voto (cioè se vinco 51%-49% in realtà si possa avere comunque 30/40 senatori/onorevoli di scarto sull'opposizione).

queste direi che sono alla base..
ma i politici parlano di proporzionale!

mah, staremo a vedere



permalink | inviato da manolomonari il 12/11/2007 alle 18:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SOCIETA'
12 novembre 2007
Il rispetto delle regole
In Italia è piuttosto diffusa una certa avversione alle forze dell’ordine, sebbene queste spesso operino con mezzi insufficienti, e percepiscano stipendi non certo proporzionati al ruolo delicato che ricoprono nella società, e alle responsabilità che su di essi ricadono di conseguenza.

La Polizia Municipale
è quella che ci fa le multe, i Carabinieri sono quelli da cui si vanno a fare le denunce di smarrimento o furto e che svolgono lavoro di ufficio a ritmi non certo accelerati, la Polizia di Stato è quella che ci ferma per fare l’alcol-test o ancora che, in tenuta da assalto, vediamo ad un passo da manifestazioni, da stadi ed altre circostanze simili.

Sono quelli che quando c’è bisogno sono a fare colazione al bar o a chiacchierare con le prostitute sui viali della città, che mentre un’altra ragazza viene violentata, si stanno fumando una sigaretta in servizio.

Bene, tanta gente la pensa così, o perlomeno questi sono tratti dello stereotipo delle Forze dell’Ordine in Italia.

Cerchiamo però di andare un po’ più nel profondo. Le forze dell’ordine rappresentano per i giovani (di ogni epoca), un simbolo dello Stato, delle regole, del dovere.
Ed è facile prendersela con le regole e con “il sistema”, o anche con terzi e con oggetti non di proprietà.


Si chiama inciviltà, si chiama teppismo, si chiama delinquenza e vandalismo.

Però in Italia è costume diffuso quello della protezione per chi infrange le regole e arreca danno alla cittadinanza con la propria inciviltà: si definisce spesso come manifestazione democratica, magari esagerata, di un pensiero o di una posizione politica.


Così vengono imbrattati muri, sfasciate vetrine, occupati binari e bloccati treni e mezzi di trasporto, al peggio lanciati sassi o bottiglie incendiarie, e questo è proprio la cosa che meno mi piace della nostra Italia.
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